sabato 16 giugno 2007

Percorsi di psiconutrizione

Percorsi di psiconutrizione
il cibo come medicina per le tossine delle nostre emozioni
Seminari tenuto da
Margherita Vicinaza
esperta psiconutrizione
Disagio , alimentazione e stili di vita
“ Se qualcuno desidera la salute,
prima bisogna chiedergli se è pronto
ad eliminare le cause della sua malattia,
soltanto allora sarà possibile aiutarlo.”
Ippocrate 430 a.C.
Premessa:
Ogni individuo sviluppa un proprio percorso neuro biologico in funzione delle stimolazioni e dell’addestramento cognitivo a cui viene esposto.
Già Ippocrate aveva definito il cervello come una “ghiandola” intuendone le capacità secretive scientificamente dimostrate solo da pochi anni.
Negli anni Venti i coniugi Sharrer dimostrarono che la parte anatomica del cervello definita ipotalamo si occupava anche della produzione di sostanze ormonali.
Nel 1986 a Rita Levi di Montalcini è stato assegnato il Premio Nobel per la medicina per la scoperta dell' NGF come “fattore di accrescimento del sistema nervoso”, il primo ormone prodotto dal sistema nervoso.
La ricercatrice ha identificato l'NGF nel 1935 determinandone le fondamentali proprietà di stimolo sul sistema endocrino e sul sistema immunitario.
Nel 1995 la Montalcini presentò a Boston i risultati di cinquant'anni di ricerche sulle correlazioni fra sistema nervoso fra sistema nervoso centrale, sistema endocrino e sistema immunitario.
Come può questa nuova accezione essere utilizzata per migliorare il percorso di orientamento alla salute delle nuove nella nostra società?
Oggi si parla sempre più spesso di intelligenza emotiva e di centralizzazione progressiva della vita, di intolleranze alimentari, di alimentazione biologica, di un pianeta intossicato, termini che implicano necessariamente una ri programmazione dell’approccio alla nostra esistenza quotidianamente.
Perché la necessità di un nuovo approccio?
L’esigenza nasce dalla considerazione che ciò che si è modificato nel tempo non è tanto l’aspetto della “crisi esistenziale” oppure la maggiore o minore capacità intellettuale di un individuo, ma ciò che sta cambiando è lo scenario d’ impostazione della nostra società.
Nel “nuovo mondo” che abbiamo costruito ciò che determina una risposta più o meno adattiva è l’impegno con il quale si affrontano i compiti che ci sono stati dati o che ci siamo prefissi.
La frase “I care” cioè “io mi impegno”è spesso stata usata come motto nell’ambito dell’approccio psico pedagogico, ma per “impegnarsi” nella vita bisogna innanzitutto avere consapevolezza, in un’ottica positiva, delle proprie potenzialità e dei meccanismi di interazione della nostra mente e del nostro corpo con ciò che ci circonda.
In quest’ottica, lo scopo è di promuovere ed attuare un percorso basato sulla ricerca ed indagine delle dinamiche che intercorrono tra abitudini alimentari e stili di vita per verificare le connessioni che intercorrono tra “alimentazione e disagio” e “salute psicofisica”.

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